martedì 18 dicembre 2007

UN “FIDUCIOSO” PRODI FREGA MARIO DRAGHI

Tra una fiducia e l’altra, il letargico premier va faticosamente avanti con gran pena degli italiani di buon senso.

Esempio lampante la Finanziaria 2008.

Le famose buone notizie che Prodi aveva promesso si sono rapidamente trasformate in 213 articoli grazie ai quali la spesa salirà di almeno un miliardo di euro ed il tanto agognato slancio all’economia resterà una chimera.

In questi drammatici due anni abbiamo solo assistito ad un aumento spropositato delle tasse, delle leggi e della spesa pubblica senza un minimo di strategia per il paese.

Un disastro.


In più, tra le pieghe della Finanziaria, vi è uno “scherzetto” che il ministro Bersani ha voluto fare all’Isvap (autorità di controllo sulle assicurazioni) a scapito del governatore della Banca d’Italia, Draghi.

Combinazione però questa mossa ha lo spiacevole sapore di una vendetta.


Farò la solita figura della maligna, ma non posso fingere di dimenticare che fu proprio l’Isvap a ritardare di tre mesi il via libera alla scalata di Giovanni Consorte alla Bnl.

Scalata che poi fallì.

Ai tempi Fassino propose subito l’abolizione dell’Isvap e Bersani si scagliò contro quell’infausto ritardo.

Tra l’altro l’Isvap guidata da Giannini nominato dal centrodestra, aveva colpito le compagnie assicurative con più di cinque milioni di multe per irregolarità di vario genere.

Questo certo non ha fatto amare spassionatamente l’Isvap…


E così è arrivata la vendetta “sinistra” del governo.

Cancellata l’Isvap le funzioni dell’autorità di controllo saranno assegnate alla Banca d’Italia.

Proprio nel momento in cui il buon Draghi sta cercando di ridurre sedi e organici.

Il governo regala alla Banca d’Italia un nuovo fardello e 350 funzionari.

Draghi non ringrazia.


lunedì 17 dicembre 2007

“NON VOGLIO COLLABORARE CON QUESTO GOVERNO”



Schiaffo d’orgoglio del Generale Speciale al governo Prodi.

Lettera di dimissioni a questo governo con cui “non vuole più collaborare”.

Un bel “grazie, è stato bello, ma è finita” che chiude con grande dignità ogni discussione. Una lezione di stile.


“Il mio senso, immutevole, di obbedienza verso lo Stato e, dunque, verso di Lei, mi spinge a rassegnare nelle Sue mani le mie irrevocabili dimissioni dal Comando, proprio oggi che questo Comando, come Le sarà certamente noto, mi e' stato nuovamente restituito dai Giudici e, perciò, mi spetta di diritto. Questa mia scelta, con la quale auspico di porre fine, nell'interesse del Paese, ad una inutile e vergognosa polemica, e' l'ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il Governo in carica”.

E' il testo della lettera con la quale il generale Roberto Speciale ha rassegnato le dimissioni “irrevocabili delle funzioni di Comandante Generale della Guardia di Finanza”, indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi, al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e al ministro della Difesa Arturo Parisi.


La lettera è stata indirizzata al Presidente della Repubblica poiché lui stesso era stato chiamato dal governo a sottoscrivere la rimozione del Comandante in capo della GdF .


Il Generale aggiunge “Non pretendo alcuna gratitudine poiché credo che, chi opera nello spirito di servizio verso le Istituzioni, non si debba aspettare riconoscimenti, né in alcun modo possa anelarvi. La mia immagine, che in questi mesi è stata fatta oggetto di un assalto ingiusto e selvaggio da parte di informatori spregiudicati, faziosi e privi di ogni moralità, è stata, finalmente, risarcita e onorata”.


Parole di profonda dignità e vero orgoglio.

Bravo Generale.

Qualcuno immagina un impegno politico per Roberto Speciale, lo attendiamo a braccia aperte.



Naturalmente Prodi che non comprende mai quando è giunto il momento di chiudere i giochi, ha dichiarato “E' una lettera irrituale nella forma e nei modi, che non cambia la posizione del governo”. Non si comprende quale sia l'irritualità, ma che importa.



Secondo Prodi, la querelle continua… Bene, godremo dell’ennesima figuraccia.



DAL "TIR" AL "TAR" FINO ALLE "TOR"-TE IN FACCIA...

E così questo governo preoccupato di difendere la burocrazia e i suoi privilegi, questa classe politica statalista, che ha come rappresentante tipico proprio nel Ministro dei Trasporti Bianchi (grande ammiratore di Fidel Castro), ha sottovalutato le richieste dei tassisti e dei camionisti, portandoli alla decisione che solo la protesta selvaggia poteva costringere i politici ad ascoltare.



Difatti, così è stato per i tassisti e così è stato per i tir, dato che questa classe politica statalista non ha la minima idea della capacità di lotta che può esplodere in un gruppo di lavoratori indipendenti umiliati nei loro diritti.
Se ne sono accorti ed hanno dovuto cedere, promettere qualsiasi cosa (vedremo se manterranno) ed implorare di tornare al lavoro con una Italia paralizzata che chiedeva benzina e cibo.




Altra figura da trafficoni presuntuosi è stata quella del Generale Roberto Speciale cui il Tar del Lazio ha restituito la dignità offesa.
Tutti gli italiani avevano chiaramente compreso la vergogna che si era compiuta nel Parlamento e prima ancora nelle segrete stanze di Visco, Padoa Schioppa e Prodi.
Nessuno si dimette?






Non ci scorderemo di ricordare che sempre il Tar aveva già preso a schiaffoni il governo Prodi per la vicenda Rai.

Infatti il governo con un rigurgito di “democrazia” aveva deciso la sostituzione del consigliere Angelo Maria Petroni in seno al Cda di Viale Mazzini.
Il Tar ha accolto il ricorso ed il presidente prodiano della televisione pubblica si è ritrovato in una situazione a dir poco imbarazzante.
Ma nessuno si dimette?



Dopo queste ultime azioni da governo fuorilegge, alcuni esponenti fanno dei distinguo.
Ma non è più tempo dei piagnistei da risentimento democratico.
Il banditismo del governo va affrontato con incisiva incrollabile determinazione.
Dalle trincee della nostra paziente esasperazione un unico grido ci deve accomunare: “Basta!!




FIGURACCIA CONTINUA

Chi sarà questo signore? Di chi sarà questo berretto che mi pare di ricordare?No, non ditemi che è tornato… Si, è tornato.






Il Generale Roberto Speciale è tornato. Evviva!
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso con il quale il Generale contestava la legittimità della sua revoca da comandante della Guardia di Finanza.
E così ancora una volta Prodi e i suoi complici hanno ciò che meritano.
La solita figura da barboni.
Ricorderete che il vice ministro Visco aveva fatto fuoco e fiamme (non gialle) per sollevare dall’incarico il Generale che non aveva voluto obbedire ai suoi “curiosi” ordini.



Il ministro Padoa Schioppa si era esposto al Parlamento parlando in termini vergognosi del Generale Speciale che ovviamente si ribellò ai metodi stalinisti del governo Prodi.

Ha avuto ragione lui.

Questa sentenza restituisce l'onore al generale Roberto Speciale ed anche il suo ruolo di comando.La vergognosa arroganza del governo è stata punita, ora Padoa Schioppa e Visco si dimettano se hanno un poco di dignità.


Bentornato Generale!!!

SCENEGGIATA NAPOLETANA

Dopo le "attendibilissime" notizie de La Repubblica, circa un ipotetico tentativo di corruzione messo in atto dal "diabolico" Berlusconi nei confronti del senatore Randazzo, ci si domandava…Cosa farà il Csm?
Si comporterà con i magistrati napoletani con la stessa durezza dimostrata nelle vicende Forleo e De Magistris?
Verranno forse sospesi anche i magistrati partenopei?
La Forleo e De Magistris che hanno osato toccare D’Alema, Fassino e Mastella sono stati fustigati pubblicamente, vuoi vedere che scorrerà anche il sangue dei pm di Napoli?

Macchè…Nemmeno una parola. Un piccolo rimbrotto. Una tiratina di lobo… Niente

Mi sorge un dubbio.
Che ci siano politici di serie A ed altri di serie B?
Si, ci sono i politici A-stuti e quelli B-abbei.
Gli Astuti di norma stanno a sinistra e sono intoccabili, salvo si voglia cambiare lavoro e città.
I B-abbei sono quelli che continuano imperturbabili a colpire la sinistra ed i meccanismi (stampa, televisione, magistratura ecc...) ad essa collegati e a pagarne regolarmente le conseguenze.




Il silenzio sta calando sulle balle raccontate da La Repubblica e purtroppo anche sulla sceneggiata della burlona magistratura napoletana.

Tanto che ci importa… “Simme 'e Napule paisà!”

sabato 15 dicembre 2007

SE QUESTO E' IL BENEFICO EFFETTO DELLA VISITA DEL PRESIDENTE...




Come sappiamo il Presidente Napolitano è in visita ufficiale negli Stati Uniti.

Deve essere stata una visita carica di contenuti ed entusiasmo perché il New York Times scrive quanto segue…






In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment



All the world loves Italy because it is old but still glamorous. Because it eats and drinks well but is rarely fat or drunk. Because it is the place in a hyper-regulated Europe where people still debate with perfect intelligence what, really, the red in a stoplight might mean.But these days, for all the outside adoration and all of its innate strengths, Italy seems not to love itself. The word here is “malessere,” or “malaise”; it implies a collective funk — economic, political and social — summed up in a recent poll: Italians, despite their claim to have mastered the art of living, say they are the least happy people in Western Europe.“It’s a country that has lost a little of its will for the future,” said Walter Veltroni, the mayor of Rome and a possible future center-left prime minister. “There is more fear than hope.”The problems are, for the most part, not new — and that is the problem. They have simply caught up to Italy over many years, and no one seems clear on how change can come — or if it is possible anymore at all.Italy has charted its own way of belonging to Europe, struggling as few other countries do with fractured politics, uneven growth, organized crime and a tenuous sense of nationhood.But frustration is rising that these old weaknesses are still no better, and in some cases they are worse, as the world outside outpaces the country. In 1987, Italy celebrated its economic parity with Britain. Now Spain, which joined the European Union only a year earlier, may soon overtake it, and Italy has fallen behind Britain.Italy’s low-tech way of life may enthrall tourists, but Internet use and commerce here are among the lowest in Europe, as are wages, foreign investment and growth. Pensions, public debt and the cost of government are among the highest.The latest numbers show a nation older and poorer — to the point that Italy’s top bishop has proposed a major expansion of food packages for the poor.Worse, worry is growing that Italy’s strengths are degrading into weaknesses. Small and medium-size businesses, long the nation’s family-run backbone, are struggling in a globalized economy, particularly with low-wage competition from China.Doubt clouds the family itself: 70 percent of Italians between 20 and 30 still live at home, condemning the young to an extended and underproductive adolescence. Many of the brightest, like the poorest a century ago, leave Italy.The stakes have risen so high that Ronald P. Spogli, the American ambassador and someone with 40 years of experience with Italy, warns that it risks a diminished international role and relationship with Washington. America’s best friends, he notes, are its business partners — and Italy, comparatively, is not high among them. Bureaucracy and unclear rules kept United States investment in Italy in 2004 to $16.9 billion. The figure for Spain was $49.3 billion.“They need to sever the ivy that has grown up around this fantastic 2,500-year-old tree that is threatening to kill the tree,” Mr. Spogli said.But interviews with possible prime ministers, businesspeople, academics, economists and other Italians suggest that the largest reason for this malaise seems to be the feeling that there is little hope that the ivy can be cut, and that is making Italians both sad and angry.




Dicono che il Presidente Napolitano abbia protestato, ma non mi pare sia successo nulla.

No comment...

martedì 11 dicembre 2007

UN TEDESCO CORRETTO ALLA MEDITERRANEA


Ecco che si profila l’accordo.
Non proprio il “Vassallum” (mix tra spagnolo e tedesco messo in campo dal segretario del Pd Walter Veltroni) ma un sistema tedesco con qualche correzione.
Enzo Bianco presidente della commissione Affari costituzionali del Senato insieme con il professor Agosti ha messo a punto una soluzione che forse accontenterà tutti.
Come sempre avviene in Italia.
L'impianto prevede un proporzionale con sbarramento: 50 per cento di collegi uninominali e 50 per cento di liste bloccate, no al premio di maggioranza e nessun vincolo formale di coalizione ma la possibilità di un'indicazione politica di alleanza prima del voto. Una clausola circoscrizionale o regionale, garantirà i partiti e i movimenti locali così Lega, Udeur e partitelli vari.
Fini avrà qualcosa da ridire circa la mancanza del vincolo di coalizione prima del voto, ma voterà il tedesco pur di non avere il “Vassallum” che tanto lo impauriva.
Così come farà Casini.
E tutti si tranquillizzeranno circa il timore del referendum che avrebbe spazzato via qualche partito.
Il sistema tedesco inoltre confermerà il Popolo della Libertà come la principale forza del Centrodestra e in questo modo Berlusconi recupererà il rapporto con Fini e Casini.
Allo stesso modo, il Pd sarà il partito di centrosinistra più forte e qualche speranza per l’Arcobaleno resta.

Ora l’ultima limata spetta alla Commissione affari costituzionali.

Il lavoro più importante però sarà quello degli italiani che mi auguro verranno chiamati alle urne al più presto.

Intanto Prodi è sparito nelle nebbie di Palazzo Chigi.

PRODI, ATTENTO AL TIR


Mai successo nella storia della vita repubblicana.
Cinque giorni di sciopero degli autotrasporti.
E il tavolo di trattative è saltato.
Prodi nella sua nebbia di Palazzo Chigi è confuso, ma severo…

Così gli autotrasportatori hanno deciso di continuare con il loro blocco.
E noi staremo senza benzina e senza approvvigionamenti alimentari.

Vedremo se il governo vorrà comprendere le loro ragioni.

L` EREDITA` DI PUTIN



Il grande Zar della Russia moderna, ha deciso.

Il suo successore sarà Dmitri Medvedev suo vice e presidente di Gazprom.

Giovane e aitante fedelissimo collaboratore di Putin, Medvedev ha come rivali i “siloviki”, ossia gli uomini dei Servizi di Intelligence e dell'esercito diffusi al vertice dello Stato, ma la linea del fronte liberale dovrebbe avere ancora una volta la maggioranza nel paese.


Inutile dire che le azioni di Gazprom, dopo le dichiarazioni di Putin, hanno avuto una impennata fortissima.


Le presidenziali sono fissate per il 2 marzo e la prima dichiarazione fatta alla televisione russa da Medvedev sono state: “Considero di fondamentale importanza per il nostro Paese mantenere Vladimir Vladimirovich Putin nella più alta carica del potere esecutivo, la carica di leader del governo della Federazione russa, devo chiedergli un assenso di massima”.


Lo Zar continuerà a governare indisturbato.

PIOVE GOVERNO LADRO…MA ARRIVA UN SINISTRO "ARCOBALENO"!


Ecco arrivare l’arcobaleno della sinistra estrema che ovviamente durerà pochissimo come accade in natura dopo un temporale.

La federazione tra i partiti della cosa rossa della sinistra radicale si chiamerà “Sinistra - L'Arcobaleno”. E’ stato riferito oggi alla fine di un vertice alla Camera tra i rappresentanti di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Verdi e Comunisti italiani. Sarà presentata sabato 8 e domenica 9 dicembre a Roma, ma già ci sono le prima polemiche per la volontà di alcuni di voler togliere dal futuro simbolo la falce ed il martello.

Come sapete l’arcobaleno è un effetto ottico molto breve e nulla esclude che anche questo “rassemblement” rosso abbia dei problemi di durata.

Tre sono le cause che determinano la formazione di un arcobaleno: rifrazione, riflessione e dispersione.

La rifrazione l’abbiamo vista nella fuga dei comunisti dall’Ulivo, la riflessione forse è stata fatta nelle segrete stanze romane e la dispersione è ciò che vorrebbero evitare i nostri eroi, la dispersione dei voti perché perseverando con Prodi & C rischiano di arrivare al loro minimo storico di appeal sull’elettorato.

Nel weekend comunque avremo modo di conoscere il programma e le intenzioni di Giordano (Bertinotti), Diliberto, Mussi e Pecoraio.

Pensa che compagnia!

Intanto mentre il governo va “sotto” due volte al Senato sulla sicurezza e dichiara che non vi sarà la fiducia sul decreto in materia di espulsioni, le comiche continuano e qualcuno ha osato dire “il governo è forte e unito”

Non c’è argomento su cui vi sia comunione di pensiero, non esiste più il programma di governo e nemmeno i 12 punti di Caserta hanno visto la luce (vi ricordate i 12 dogmi intoccabili??)

Prodi sembra un pugile rintronato e gira come una trottola per l’Europa quasi a voler evitare di tornare a Palazzo Chigi per timore di non trovare più la poltrona…

E, a fine tempo massimo, ecco che, dopo l’ennesima tempesta, arriva "l’arcobaleno".

Ma c’è un problema.

Il comunismo è finito, malgrado lo si voglia mimetizzare con una tavolozza multicolore.


E’ finito, con o senza falce e martello.

IO GARANTE ... O FORSE NO ...




Prodi ha davanti a sé un muro.

Ormai non ci sono più spazi di manovra per il premier.

L’accordo Berlusconi-Veltroni ha dato il colpo finale al già precario equilibrio tra il letargico ed il leader del Pd. Veltroni comanda Prodi senza poter reggere il governo. Questo crea scontentezza da più parti. A Veltroni questo non può bastare, vuole un ruolo chiaro, il governo vacilla, le figuracce si susseguono, la sinistra estrema per ora ha puntellato il crollo, ma non potrà andare avanti per molto. Dini e Mastella scalpitano e temono di sentire franare il terreno all’improvviso senza essersi organizzati per nuovi eventuali accordi politici.


Il clima è cambiato e la sinistra è smarrita.

Bertinotti oggi ha dichiarato che il governo dell’Unione è un fallimento e il ministro Ferrero gli fa eco. Giordano chiede un referendum tra i suoi per sapere se lasciare oppure no .Temo che la proposta di Giordano sia la solita pantomima comunista per la mancanza di volontà nel mollare veramente la cadrega, ma per salvare la faccia. Vedremo se faranno il referendum e ne avremo il risultato. Se si alzeranno dalla poltrona per volere degli iscritti dimostreranno coerenza e torneranno all'opposizione di un nuovo governo ma a testa alta. Se invece gli iscritti chiederanno di restare abbarbicati al velluto rosso, avremo capito che il referendum era una bufala. La base di rifondazione non ne può più di Prodi, delle sue azioni ed della connivenza del loro partito col fallimento, perciò se consultata realmente, darebbe una risposta univoca. Lasciare.

Intanto Veltroni che notoriamente non ama la frangia della sinistra estrema, ma ama molto il potere, sa bene che l’unica strada possibile per uscire dallo stallo ed avere un ruolo politico serio sia andare ad elezioni per un confronto reale con Berlusconi che nel frattempo sembra rivedere il sereno con i suoi alleati.

Vincerà il più forte, ma almeno gli equilibri saranno chiari ed il Pd avrà finalmente la patente di partito, non solo di fusione veltroniana.

Chi vincerà potrà finalmente governare senza fronde o ricatti.

Prodi “il garante” ormai è l’ombra di un premier, può solo subire le decisioni degli altri ed il suo governo è evaporato per l’ennesima volta.


Quella definitiva.

CATTIVO MAGISTRATO ...


Non posso esimermi dal segnalare che poco fa il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso per il trasferimento della dottoressa Forleo per incompatibilità ambientale. Insomma nel palazzo di giustizia di Milano tira aria grama per la Forleo… quindi fuori!

Il gip Forleo ha commentato “sono finite le indagini su Unipol” e la frase mi sembra significativa.

Dal Csm un duro “la Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati”

Perbacco!

E’ curioso però questo accanimento su chi ha osato mettere in dubbio l’operato di alcuni esponenti del governo Prodi.

Non mi è mai capitato di vedere alcuna attenzione pressante o provvedimenti di questo genere su altri magistrati che hanno notoriamente agito con violenza su altri soggetti…


Ma forse sono distratta e non ricordo.

IL BERLUSCOTRONISMO




Si, il dialogo tra Berlusconi e Veltroni ha aperto nuovi scenari.

I due leader dei maggiori partiti si sono finalmente “annusati” e credo che si siano anche piaciuti. Un accordo elettorale, poi tutti correranno con modalità differenti, programmi distinti e contrapposti.

Ora serpeggia la preoccupazione tra gli alleati delle due parti.Rifondazione e i comunisti sono spaventati.

Prodi è più pallido e balbettante del solito.

An e l’Udc in fibrillazione…

Tra poco sarà il momento delle decisioni. Questo spaventa.

Intanto Berlusconi incassa il favore della gente che ha voglia di sapere che c’è un luogo nella politica in cui si può entrare, un mondo in cui “esserci”.Berlusconi ha questo merito, aver aperto a tutti le porte della politica. Lo fece già nel ’94.

La prima volta nella vita italiana che un programma politico veniva distribuito agli elettori. Dei club cui iscriversi e discutere dei problemi e trovare soluzioni.

Ma oggi ha superato se stesso. Una casa per gli italiani. Si potrà decidere il programma, scegliere i propri rappresentanti, il proprio leader. Tutti potranno partecipare.

Un grande.

Comunque la si pensi, Berlusconi è certamente un fuoriclasse. Infatti lo si ama o lo si odia… Gli uomini speciali non conoscono mezze misure.

Purtroppo però il panorama politico italiano è costellato da ometti che ovviamente temono il confronto, si sentono sminuiti, umiliati, frustrati.

Sanno che Berlusconi è la loro unica salvezza, ma detestano doverlo ammettere.Altri invece lo temono, lo combattono.

Hanno trasformato l’agone politico in anti-berlusconismo. L’unico modo per stare uniti.

A volte mi domando se non fosse nata Forza Italia nel ’94 cosa avrebbero potuto fare questi poveretti… a parte spartirsi l’Italia, naturalmente.


La mossa di Veltroni e Berlusconi è intelligente. Ora si scoprono le carte.

I partitini dovranno decidere cosa fare. Le coalizioni dovranno formarsi, altrimenti i partiti minori saranno destinati al “virgola qualcosa per cento” e non conteranno nulla.
Quindi cari amici, ora si comincia a giocare.

E come sapete, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.


Silvio e Walter hanno iniziato.

IL “MAGO” IMPOSIMATO


Azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo in merito alle indagini compiute da quest’ultima sulla questione Unipol.

Il gip aveva chiesto alla Camera di poter usare le registrazioni delle telefonate di alcuni parlamentari che avrebbero potuto dare un interessante contributo alle indagini. Il gip Forleo aveva definito “consapevoli complici di un disegno criminoso” il ministro D'Alema e il senatore Nicola Latorre, ipotizzando un loro concorso nel reato di aggiotaggio. Secondo la dottoressa Forleo, D’Alema e Latorre insieme a Fassino, sarebbero stati “pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto”.

Alzata gli scudi.

D’Alema (uno degli intercettati) si mostrava stupito e scandalizzato come gli altri co-protagonisti, ventilava “l'anomalia” dell'ordinanza.Qualcuno deve averlo ascoltato.E così il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli ha promosso l'azione disciplinare dichiarando “l’abnormità della richiesta” del gip Forleo nei confronti di D’Alema, Latorre e Fassino.Abbiamo già potuto constatare che la vicenda Unipol crea imbarazzo nella maggioranza di governo. Ricorderei la rimozione forzata del Generale Speciale. Proprio per le indagini della GdF su Unipol infatti, il vice ministro Visco fece strane richieste al Generale che non accettò e poco dopo venne rimosso. Il Tar ha dato ragione al Generale, ma nulla è accaduto.Insomma chi tocca Unipol perde il lavoro.Il Generale è a casa e per il gip Forleo è stato richiesto il trasferimento… Curioso.

Ma ancora più curiosa è stata la dichiarazione di Clementina Forleo “E la cronaca di un evento annunciato. Lo scorso 8 settembre il dott. Imposimato mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli perché prendesse provvedimenti. O Imposimato aveva ragione o è un mago”.

Interessante.

Vorrei sapere dal dott. Imposimato, considerate le sue doti da “sensitivo”, se può dirci come sarà il 2008 per l’Italia e se cortesemente può farci delle previsioni.


Mah…

SARKO' E' UN DURO, BENE!




Altro che giuste rimostranze o ragazzacci eccessivi come vengono definiti da certa sinistra i nostri disobbedienti quando mettono a ferro e fuoco le città.
In Francia non si scherza.
Durante una intervista a radio FranceInfo, Sarkozy al ritorno dal suo viaggio in Cina è molto chiaro: “Si ritroveranno davanti a un Tribunale Penale coloro che si sono presi la briga di sparare contro agenti di polizia” e aggiunge “Aprire il fuoco contro i poliziotti è una cosa totalmente inaccettabile. Troveremo i colpevoli. Un comportamento del genere ha un nome ben preciso, si tratta di tentato omicidio”Oggi il Presidente della Repubblica francese avrà una riunione col Primo Ministro Fillon che nei giorni scorsi ha fatto un sopraluogo a Villiers-le-Bel dove nei giorni scorsi erano iniziati gli scontri conseguenti alla morte di due ragazzi che si scontrarono a tutta velocità contro un’auto della polizia.
Numerosi gli arresti eseguiti e il tribunale farà il resto…
Da quando abbiamo Prodi e la sinistra estrema al governo mi capita di invidiare i francesi e questo per chi come me ama la propria Patria è deprimente.

Bravo Sarkò!!

CHE PENA !

Il Governo si sta arrabattando sulla legge del Welfare.
Il letargico ha detto “troveremo una soluzione che metta d'accordo tutti” facendo capire a tutti gli italiani che il solito rattoppo inciuciato era in agguato. Ed infatti Rifondazione è furente, il partito dei Comunisti furioso, i Socialisti dichiarano di ritenersi “liberi” da impegni con la maggioranza.

Ancora un tradimento dei lavoratori che la sinistra radicale compie in base al ricatto della cadrega, che ormai conosciamo perfettamente.Il segretario Franco Giordano per salvare la faccia (ma non ci riesce) dice sì alla fiducia, però chiede una “verifica a gennaio”, precisando la necessità di “una nuova fase” anche se al momento non ci sarà “nessun ritiro dal governo” dei ministri di Rifondazione. Ecco la teoria della cadrega che avanza… pensavo che i comunisti fossero più coraggiosi, che pena!

La presidenza del Consiglio dice: “A gennaio è chiaro che si può fare il punto complessivo sull'azione di governo mentre un rimpasto non è all'ordine del giorno”. Capito?Sono tutti prigionieri di Dini che in questo momento tiene in mano il Governo, se lo accontentano bene altrimenti se ne va da Berlusconi e … tutti a casa!!!

Ecco che Prodi sbraga su qualsiasi argomento così Rifondazione insieme ai Comunisti ed ai Socialisti sono costretti ad arrendersi per non perdere la poltrona.Certo i lavoratori saranno stanchi di una rappresentanza che è così debole da farsi comandare a bacchetta da un democristiano, ex governatore della Banca d’Italia.
Infatti avere 150 parlamentari comunisti e contare meno di tre "diniani" è francamente imbarazzante.

Per questo motivo i sondaggi danno Rifondazione in caduta libera…

Ancora una volta uno sparuto gruppo di persone ha in mano le sorti dell’Italia mentre Prodi è sempre sotto scacco.

Matto ovviamente.

IL RAGLIO DEI MEDIOCRI


Era ovvio, dopo l’annuncio spettacolare del nascituro Popolo della Libertà, ecco arrivare puntuale il caso scandaloso di intercettazioni telefoniche che naturalmente coinvolge in qualche modo Berlusconi.
Ma guarda che combinazione.
Passate poche ore dalle parole "sanbabiline" di Berlusconi, La Repubblica entra in possesso di conversazioni "segrete" tra i vertici di Mediaset e della Rai.Chiunque si intenda minimamente di comunicazione televisiva o di stampa sa quanto sia assolutamente normale uno scambio di informazioni tra giornalisti.
Oltretutto in questo caso la cosa più “grave” riportata sarebbe una telefonata per prendere tempo nel comunicare i risultati elettorali (sfavorevoli al centrodestra) per le amministrative.
Accidenti, che scoop!!
Evidentemente il signor De Benedetti è molto preoccupato per ciò che va appalesandosi all’orizzonte.
Forse teme il dialogo Berlusconi -Veltroni? Forse l’amico Prodi ha chiesto aiuto? Forse teme che ci si accordi per le elezioni anticipate o per un governo di larghe intese con annessa caduta prodiana?Qualsiasi sia il timore della coppia De Benedetti Prodi, il trucchetto delle intercettazioni a orologeria non funziona. Anzi, credo che sortirà l’effetto opposto. Veltroni e Berlusconi non amano Prodi, non sono due ingenui e se sarà loro convenienza troveranno un punto di incontro. Inoltre è evidente a chiunque che il sindaco di Roma abbia una gran voglia di “moderazione centrista” e che il suo grande desiderio sia scrollarsi di dosso la sinistra che, a dir la verità, si è quasi del tutto scrollata da sola…Berlusconi fin dal giorno dopo delle elezioni tarocche, aveva proposto un governo di larghe intese, ora vedremo se i due leader giungeranno ad un accordo.Immagino che Walter non stia impazzendo all’idea di elezioni anticipate anche perché sa benissimo che in questo momento gli italiani voterebbero in massa per il centrodestra, come ha dimostrato la raccolta delle firme per la petizione al Presidente della Repubblica per nuove elezioni.E’ vero anche che le beghe interne alla Casa delle Libertà potrebbero farlo sperare… ma Veltroni non è un novellino e sa che le cose in politica possono cambiare molto velocemente.
Non mi attarderò perciò in giudizi negativi sulle reazioni scomposte di Fini e Casini che trovo di una mediocrità rara che avvalora la loro debolezza, anche perché sono convinta che al momento delle decisioni i due ragazzi torneranno a più miti consigli se vogliono stare nello scenario politico che conta e decide.
Il timore di un ritorno berlusconiano quindi aleggia sulle stanze parlamentari, ma anche il desiderio di protagonismo veltroniano è molto presente. Per questo i mediocri rumoreggiano…Insomma i giochi sono aperti, senza dimenticare che nel frattempo il governo degli incapaci si sta incartando sul welfare per cui si è chiesta l’ennesima fiducia. Dini ha già detto che non voterà se non cambiano alcuni parametri, la sinistra estrema è furente con Prodi, il sindacato ha detto chiaramente che l’accordo non rispecchia ciò che in precedenza era stato siglato col governo e confindustria ha espresso tutto lo sconforto possibile… Insomma un successo.Il solito rattoppo prodiano, la solita figuraccia.Non ci resta che sperare nel crollo di questo governo di disperati o incredibilmente nel dialogo Berlusconi – Veltroni.

E’ il colmo.

IL POPOLO DELLA LIBERTA’


Io c’ero in Piazza San Babila.
Il centro della città era bloccato, ma non dai vigili o dalla polizia. Dalla gente, doveva arrivare Silvio Berlusconi.
La gente era eccitata, la piazza gremita ma non da militanti, da centinaia e centinaia di “persone” di ogni ceto ed età che attendevano colui che rappresenta l’ultima speranza per chi vuole cambiare davvero la nostra Italia.Tanti giovani, tantissimi. Tanti uomini e donne di mezza età, tante donne…La voce della presenza di Berlusconi si era sparsa rapidamente e l’attesa cresceva.
L’inno di Forza Italia accompagnava chi in fila attendeva di poter firmare per chiedere nuove elezioni. Un popolo ordinato, educato, ma stanco di subire un Governo inetto.“Arriva!” qualcuno urla dal fondo della piazza e così comincia il delirio…La corsa verso Silvio diventa frenetica, la gente spinge in modo forsennato per avvicinarlo, per vederlo, per fotografarlo ma soprattutto per dirgli di essere inflessibile, di non mollare, di rappresentare la gente come ha sempre fatto.La polizia non riesce a contenere l’entusiasmo del popolo. Lui saluta, stringe mani, parla con tutti e, a fatica, raggiunge il microfono.Ed in quel momento avviene ciò che ben sapete e che tutti noi attendevamo.“Potrete dire con orgoglio -io c’ero- oggi avviene qualcosa di fondamentale: nasce il partito del Popolo italiano, il Popolo italiano della Libertà”Boato, urla, cori “Silvio, Silvio!!”… Forse i più non hanno compreso fino in fondo ciò che stava accadendo.In realtà Silvio Berlusconi ancora una volta ha sentito il polso del suo popolo (e non solo del "suo"). Ha compreso che la gente non vuole più aspettare, non vuole giochi di palazzo, non vuole dipendere dagli umori di pochi senatori o parlamentari che non rappresentano più nessuno.Un genio. Un grande comunicatore. Un grande politico.Sì, perché la politica è proprio questo, o meglio dovrebbe essere questo.Dovrebbe essere attenzione verso la gente, verso il tuo popolo e saperlo rappresentare nei momenti importanti. Così è stato ieri e sarà nei giorni prossimi. I gazebo resteranno aperti, ma questa volta per ricevere le iscrizioni al nuovo Partito del Popolo italiano della Libertà. E se riflettiamo sul afflusso di questi giorni, qualcuno dovrebbe cominciare a preoccuparsi… Infatti si preoccupano in molti. Sia nel centrodestra che nel centrosinistra.Berlusconi è riuscito ad affermare ancora una volta la sua supremazia sulla politica delle stanze chiuse ed impolverate dei palazzi romani. La gente è con lui e Silvio ne è consapevole: molti attendevano un segnale forte. Lui ha voluto darlo.In questi mesi si è sempre mostrato paziente e rispettoso con tutti ma non si può seguire gli umori dell’uno o dell’altro in eterno. Soprattutto non può farlo uno come lui che è abituato all’azione. Continuerà a lottare per la caduta del Governo ed in contemporanea trasformerà Forza Italia ed altri partiti che verranno a Canossa (verranno, verranno…) in un grande partito della gente.Vorrei ricordare ai più distratti un passaggio importante avvenuto nel mese di marzo alla Camera. Io segnalai sui miei blog il discorso del Presidente Berlusconi che rifiutava la fiducia al governo Prodi. Intitolai il mio articolo, forse con un magico intuito da “anziana” comunicatrice, ma è il mio mestiere e perdonerete la … preveggenza: “IL GRANDE POPOLO DELLA LIBERTA’(il mio!) “Ve lo ripropongo, leggerete dalle parole di Berlusconi tutto ciò che è accaduto e sta accadendo.
Io c’ero e ci sarò ancora.





10-3-2007 IL GRANDE POPOLO DELLE LIBERTA' (il mio!)


Vi propongo, cari amici, l'ultima parte del discorso di Silvio Berlusconi alla Camera che condivido e in cui mi riconosco totalmente.
Parole pacate e vere, non politichese, una boccata d'ossigeno.
Parole che fotografano una realtà con cui fare i conti.
"Qual è il vero Governo Prodi? Quello che media con i pacifisti ed i laicisti e si presenta come la sintesi compiuta dei cosiddetti riformisti e dei cosiddetti antagonisti o quello che espunge violentemente gli impegni presi con le «estreme» senza che queste protestino? Il Governo ha riformato nettamente la sua politica o, meglio, l’ha adattata di volta in volta alle circostanze, agli umori ed alle convenienze del momento? Che cosa è avvenuto tra il primo e il secondo Governo Prodi? Io credo davvero che non sia mai accaduto, nella storia parlamentare, che il medesimo Governo sostituisse la sua linea politica tra il primo ed il secondo voto di fiducia. Signor Presidente, signori deputati, noi daremo corpo e voce al sentimento diffuso e alla protesta del paese, che si è già fatta sentire nella pacifica e splendida festa del 2 dicembre a Roma. So che uno degli obiettivi di questo Governo è quello di cercare di dividere la nostra coalizione con le prospettive contraddittorie o di un grande centro o del federalismo fiscale.Sono convinto che non ci riuscirete, perché dietro ai nostri partiti, a tutti i partiti del centrodestra, c’è un solo grande popolo della libertà. E io credo che anche chi tra noi vuole legittimamente distinguere la sua posizione, intende rimanere fedele a questo grande popolo. Io credo nel popolo della libertà, signori del Governo, e so che la coalizione che è nata attorno a Forza Italia è un dato permanente della politica italiana, una realtà che il vostro stare al Governo non ha interrotto, ma, anzi, ha consolidato ed esteso.Per tutte queste ragioni, noi oggi neghiamo la fiducia a questo Governo e lo facciamo in nome di questo popolo e nell’interesse di tutti gli italiani! Vi ringrazio."





(ringrazio Libero per la fotografia che rispecchia perfettamente l'atmosfera in Piazza san Babila a Milano)