martedì 18 dicembre 2007

UN “FIDUCIOSO” PRODI FREGA MARIO DRAGHI

Tra una fiducia e l’altra, il letargico premier va faticosamente avanti con gran pena degli italiani di buon senso.

Esempio lampante la Finanziaria 2008.

Le famose buone notizie che Prodi aveva promesso si sono rapidamente trasformate in 213 articoli grazie ai quali la spesa salirà di almeno un miliardo di euro ed il tanto agognato slancio all’economia resterà una chimera.

In questi drammatici due anni abbiamo solo assistito ad un aumento spropositato delle tasse, delle leggi e della spesa pubblica senza un minimo di strategia per il paese.

Un disastro.


In più, tra le pieghe della Finanziaria, vi è uno “scherzetto” che il ministro Bersani ha voluto fare all’Isvap (autorità di controllo sulle assicurazioni) a scapito del governatore della Banca d’Italia, Draghi.

Combinazione però questa mossa ha lo spiacevole sapore di una vendetta.


Farò la solita figura della maligna, ma non posso fingere di dimenticare che fu proprio l’Isvap a ritardare di tre mesi il via libera alla scalata di Giovanni Consorte alla Bnl.

Scalata che poi fallì.

Ai tempi Fassino propose subito l’abolizione dell’Isvap e Bersani si scagliò contro quell’infausto ritardo.

Tra l’altro l’Isvap guidata da Giannini nominato dal centrodestra, aveva colpito le compagnie assicurative con più di cinque milioni di multe per irregolarità di vario genere.

Questo certo non ha fatto amare spassionatamente l’Isvap…


E così è arrivata la vendetta “sinistra” del governo.

Cancellata l’Isvap le funzioni dell’autorità di controllo saranno assegnate alla Banca d’Italia.

Proprio nel momento in cui il buon Draghi sta cercando di ridurre sedi e organici.

Il governo regala alla Banca d’Italia un nuovo fardello e 350 funzionari.

Draghi non ringrazia.


lunedì 17 dicembre 2007

“NON VOGLIO COLLABORARE CON QUESTO GOVERNO”



Schiaffo d’orgoglio del Generale Speciale al governo Prodi.

Lettera di dimissioni a questo governo con cui “non vuole più collaborare”.

Un bel “grazie, è stato bello, ma è finita” che chiude con grande dignità ogni discussione. Una lezione di stile.


“Il mio senso, immutevole, di obbedienza verso lo Stato e, dunque, verso di Lei, mi spinge a rassegnare nelle Sue mani le mie irrevocabili dimissioni dal Comando, proprio oggi che questo Comando, come Le sarà certamente noto, mi e' stato nuovamente restituito dai Giudici e, perciò, mi spetta di diritto. Questa mia scelta, con la quale auspico di porre fine, nell'interesse del Paese, ad una inutile e vergognosa polemica, e' l'ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il Governo in carica”.

E' il testo della lettera con la quale il generale Roberto Speciale ha rassegnato le dimissioni “irrevocabili delle funzioni di Comandante Generale della Guardia di Finanza”, indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi, al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e al ministro della Difesa Arturo Parisi.


La lettera è stata indirizzata al Presidente della Repubblica poiché lui stesso era stato chiamato dal governo a sottoscrivere la rimozione del Comandante in capo della GdF .


Il Generale aggiunge “Non pretendo alcuna gratitudine poiché credo che, chi opera nello spirito di servizio verso le Istituzioni, non si debba aspettare riconoscimenti, né in alcun modo possa anelarvi. La mia immagine, che in questi mesi è stata fatta oggetto di un assalto ingiusto e selvaggio da parte di informatori spregiudicati, faziosi e privi di ogni moralità, è stata, finalmente, risarcita e onorata”.


Parole di profonda dignità e vero orgoglio.

Bravo Generale.

Qualcuno immagina un impegno politico per Roberto Speciale, lo attendiamo a braccia aperte.



Naturalmente Prodi che non comprende mai quando è giunto il momento di chiudere i giochi, ha dichiarato “E' una lettera irrituale nella forma e nei modi, che non cambia la posizione del governo”. Non si comprende quale sia l'irritualità, ma che importa.



Secondo Prodi, la querelle continua… Bene, godremo dell’ennesima figuraccia.



DAL "TIR" AL "TAR" FINO ALLE "TOR"-TE IN FACCIA...

E così questo governo preoccupato di difendere la burocrazia e i suoi privilegi, questa classe politica statalista, che ha come rappresentante tipico proprio nel Ministro dei Trasporti Bianchi (grande ammiratore di Fidel Castro), ha sottovalutato le richieste dei tassisti e dei camionisti, portandoli alla decisione che solo la protesta selvaggia poteva costringere i politici ad ascoltare.



Difatti, così è stato per i tassisti e così è stato per i tir, dato che questa classe politica statalista non ha la minima idea della capacità di lotta che può esplodere in un gruppo di lavoratori indipendenti umiliati nei loro diritti.
Se ne sono accorti ed hanno dovuto cedere, promettere qualsiasi cosa (vedremo se manterranno) ed implorare di tornare al lavoro con una Italia paralizzata che chiedeva benzina e cibo.




Altra figura da trafficoni presuntuosi è stata quella del Generale Roberto Speciale cui il Tar del Lazio ha restituito la dignità offesa.
Tutti gli italiani avevano chiaramente compreso la vergogna che si era compiuta nel Parlamento e prima ancora nelle segrete stanze di Visco, Padoa Schioppa e Prodi.
Nessuno si dimette?






Non ci scorderemo di ricordare che sempre il Tar aveva già preso a schiaffoni il governo Prodi per la vicenda Rai.

Infatti il governo con un rigurgito di “democrazia” aveva deciso la sostituzione del consigliere Angelo Maria Petroni in seno al Cda di Viale Mazzini.
Il Tar ha accolto il ricorso ed il presidente prodiano della televisione pubblica si è ritrovato in una situazione a dir poco imbarazzante.
Ma nessuno si dimette?



Dopo queste ultime azioni da governo fuorilegge, alcuni esponenti fanno dei distinguo.
Ma non è più tempo dei piagnistei da risentimento democratico.
Il banditismo del governo va affrontato con incisiva incrollabile determinazione.
Dalle trincee della nostra paziente esasperazione un unico grido ci deve accomunare: “Basta!!




FIGURACCIA CONTINUA

Chi sarà questo signore? Di chi sarà questo berretto che mi pare di ricordare?No, non ditemi che è tornato… Si, è tornato.






Il Generale Roberto Speciale è tornato. Evviva!
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso con il quale il Generale contestava la legittimità della sua revoca da comandante della Guardia di Finanza.
E così ancora una volta Prodi e i suoi complici hanno ciò che meritano.
La solita figura da barboni.
Ricorderete che il vice ministro Visco aveva fatto fuoco e fiamme (non gialle) per sollevare dall’incarico il Generale che non aveva voluto obbedire ai suoi “curiosi” ordini.



Il ministro Padoa Schioppa si era esposto al Parlamento parlando in termini vergognosi del Generale Speciale che ovviamente si ribellò ai metodi stalinisti del governo Prodi.

Ha avuto ragione lui.

Questa sentenza restituisce l'onore al generale Roberto Speciale ed anche il suo ruolo di comando.La vergognosa arroganza del governo è stata punita, ora Padoa Schioppa e Visco si dimettano se hanno un poco di dignità.


Bentornato Generale!!!

SCENEGGIATA NAPOLETANA

Dopo le "attendibilissime" notizie de La Repubblica, circa un ipotetico tentativo di corruzione messo in atto dal "diabolico" Berlusconi nei confronti del senatore Randazzo, ci si domandava…Cosa farà il Csm?
Si comporterà con i magistrati napoletani con la stessa durezza dimostrata nelle vicende Forleo e De Magistris?
Verranno forse sospesi anche i magistrati partenopei?
La Forleo e De Magistris che hanno osato toccare D’Alema, Fassino e Mastella sono stati fustigati pubblicamente, vuoi vedere che scorrerà anche il sangue dei pm di Napoli?

Macchè…Nemmeno una parola. Un piccolo rimbrotto. Una tiratina di lobo… Niente

Mi sorge un dubbio.
Che ci siano politici di serie A ed altri di serie B?
Si, ci sono i politici A-stuti e quelli B-abbei.
Gli Astuti di norma stanno a sinistra e sono intoccabili, salvo si voglia cambiare lavoro e città.
I B-abbei sono quelli che continuano imperturbabili a colpire la sinistra ed i meccanismi (stampa, televisione, magistratura ecc...) ad essa collegati e a pagarne regolarmente le conseguenze.




Il silenzio sta calando sulle balle raccontate da La Repubblica e purtroppo anche sulla sceneggiata della burlona magistratura napoletana.

Tanto che ci importa… “Simme 'e Napule paisà!”